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Paola De Pietri, Istanbul New Stories (firmato dall’artista)

75,00 45,00

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Descrizione

Istanbul è una città bellissima come Venezia, San Francisco… Così comincia un intervento di Deyan Sudjic alla conferenza annuale organizzata da Urban Age Programme tenutasi nel 2009 a Istanbul. La sua e le relazioni degli altri studiosi e urbanisti sottolinearono la ricchezza, la complessità, le contraddizioni di una società/città proteiforme caratterizzata da una crescita rapidissima in termini economici e culturali, con un forte incremento della popolazione e dello sviluppo urbanistico. La città ha oggi più di 15 milioni di abitanti e la sua posizione geografica tra Europa e Asia ne fa un importante crocevia culturale e commerciale tra i due continenti.

Il rapido tasso di crescita economico e demografico ha influito sulle grandissime trasformazioni urbane avvenute sia in aree già precedentemente abitate sia con l’aggiungersi di vere e proprie nuove parti di città. In questo contesto si manifestano i forti cambiamenti degli scenari paesaggistici e sociali attraverso la nascita di nuove comunità, contemporaneamente alla cancellazione o alla metamorfosi di quelle preesistenti. Comunità fragili appena costituite, forse ancora prive di conflitti per la mancata conoscenza reciproca, nascono in maniera vorticosa, e in esse interagiscono il singolare degli individui, il plurale della famiglia (comunità minima) e la casualità del plurale della comunità.

É attraverso la guida di un periodo temporale che nasce Istanbul New Stories di Paola De Pietri. L’interesse alla base di questo ciclo di opere è per quello che accade da quando si comincia a progettare un nuovo quartiere o area residenziale di grande o media scala fino a quando la nuova comunità parte dal suo grado ‘zero’. Le fotografie ritraggono scheletri di case, uomini, donne, piccoli paesaggi transitori, spazi chiusi disegnati e organizzati e spazi esclusi, aperti, case, cani, fondazioni, muri… Rimane forte il senso di precarietà, di instabilità e sgomento. La scala sulla quale si collocano le immagini è quella dello spazio ‘calpestato’ dove i temi generali della metropoli sono calati dalla massa al singolo.

Ogni copia è firmata dall’artista.

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